Domande Frequenti

Domande Frequenti

SI AGGIUNGONO COLLE O AGGLUTINANTI ALL'INTERNO DELLE MACCHINE PER FORMARE IL PELLET?

Assolutamente NO.
Molti che si accostano per la prima volta al mondo della pellettizzazione credono erroneamente che per ottenere la forma cilindrica del pellet vengano impiegate sostanze collose additive che facciano "appiccicare" il materiale.
Niente di più sbagliato e lontano dalla reale produzione dei nostri amati cubetti: infatti è esclusivamente la pressione esercitata all'interno della pressa pellettatrice a creare la forza e il calore necessari a fondere e a modellare il materiale.
Per esempio nel caso del legno, attraverso la rottura delle molecole di cellulosa - rilasciando la lignina contenuta al loro interno - viene fornito l'elemento al 100% naturale necessario a compattare e a permettere il mantenimento della cubettatura del prodotto. Un prodotto totalmente sano.

Sarà cura di un impianto eseguito a regola d'arte quella di mantenere i pellet estrusi dalla macchina il più possibile compatti e asciutti, per evitare la comparsa dei fastidiosi (e poco apprezzati dai Clienti) fenomeni di irregolare lunghezza dei pellet (troppo corti o troppo lunghi), o presenza di eccesive polveri o muffe all' interno delle confezioni finali. Fenomeni che sono diretta conseguenza di una progettazione sbagliata dell'impianto produttivo, come affronteremo nei punti seguenti.

La robustezza dei macchinari ZEPI TECNOLOGIE permette infatti di trasformare tutta la potenza del motore in forza per l'estrusione senza dispersione dovuta a inutili e dannose vibrazioni.
Inoltre l'impiego di acciaio INOX, per tutte le parti a contatto con il pellet estruso, permette la corretta movimentazione senza danneggiamento del pellet appena formatosi e al contempo garantisce la durata della catena produttiva nel tempo.

SI POSSONO AGGIUNGERE LIQUIDI O ACQUA DURANTE IL PROCESSO DI PELLETTIZAZIONE?

Le presse pellettatrici ZEPI TECNOLOGIE offrono la possibilità di aggiungere acqua o altri liquidi per rendere il prodotto da trasformare più morbido o più fluido all'interno della camera di pellettizzazione.

L'aggiunta di acqua o liquidi non va confusa con l'aggiunta di collanti che, come spiegato prima, non solo è inutile ma è controproducente (impasterebbe la macchina in pochi minuti) ed illecita.

Le macchine ZEPI TECNOLOGIE offrono un ASAMETRO per il controllo dell'acqua che si può aggiungere al condizionatore e la macchina è predisposta con due ingressi per l'immissione facoltativa di vapore o liquidi diversi e separati.

QUALE È IL VALORE AGGIUNTO DEL PROCESSO DI PELLETTIZZAZIONE?

Rispetto al trattamento dei medesimi materiali sfusi, il processo di pellettizzazione offre indubbi vantaggi nei seguenti aspetti:

- Maggiore e migliore capacità di utilizzo, di conservazione e di combustione lenta per i pellet in legno;
- Maggiore e migliore capacità di conservazione degli elementi nutrizionali e di assimilazione da parte degli animali per i mangimi pellettati;
- Migliore e più graduale rilascio delle sostanze intrinseche dei fertilizzanti pellettati;
- Maggiore e migliore capacità di stoccaggio, trasporto, conservazione e lavorazione per i materiali da riciclo urbano pellettati.
Inoltre, il vantaggio più importante, è la possibilità di potere equilibrare la miscelazione di più materiali nelle percentuali desiderate, ottimizzando la presentazione degli stessi in una forma pratica e facilmente dosabile da parte del Cliente.

ESISTE UNA QUANTITÀ MINIMA PER LA PRODUZIONE DI PELLET?

In linea teorica non esiste nessuna quantità minima necessaria, e si possono produrre pellet anche da poche quantità di materiali di recupero (ad es. le segature secche o i rifili di segheria, per il legno).
All'atto pratico, una importante discriminazione va fatta tra il processo di pellettizzazione industriale e quello artigianale/hobbistico.
Se l'intenzione è semplicemente di riciclare un po' di materiale di risulta per ottenere pellet per autoconsumo, allora anche macchine per un uso non-professionale possono soddisfare alla bisogna. Tuttavia, se l'intento è quello di intraprendere una attività che sia remunerativa e che giustifichi l'impegno in tempo ed energie con un ritorno economico, è indispensabile considerare diversi fattori quali:

- La tipologia di materiale da pellettizzare;
- La forma iniziale e lo stadio dai quali si fa partire il processo produttivo di pellettizzazione*;
- La quantità di umidità interna al materiale da trasformare (responsabile della fuoriuscita di muffe);
- Specifici piani di ammortamento degli investimenti e facilità di recupero del materiale iniziale;
- Zona di produzione del materiale, che incide direttamente sui costi dei trasporti, manodopera, energia etc.

In base alla nostra esperienza maturata in anni di produzione e centinaia di impianti e macchinari installati, una attenta e curata analisi della fattibilità è la chiave di successo di un impianto per la pellettizzazione remunerativo ed è uno dei servizi più importanti che ZEPI TECNOLOGIE offre ai propri Clienti.

*(Sebbene il seguente sia un esempio valido per il legno, il medesimo concetto può applicarsi però anche agli altri materiali: a livello di complessità dell'impianto, e relativi costi, il partire da tronchi interi ricoperti dalla corteccia spessa, non corrisponderà certo al partire da segatura fine già seccata e pronta per entrare in macchina, e così via).

SI PUÒ PRODURRE PELLET UTILIZZANDO SOLO LA PELLETTATRICE O SERVONO ALTRI MACCHINARI?

Qualsiasi pressa pellettatrice lavora principalmente materiali con una granulometria molto fine, simile a quella di segatura, polveri grosse o materiali farinosi.
Quanto più lontani si è con la tipologia del materiale di partenza da processare, tanto più saranno necessari macchinari per trasformare il prodotto dalla foggia iniziale a quella idonea alla pellettizzazione.
Medesimo discorso vale anche per la durezza del materiale e la quantità di acqua che contiene all'origine, poiché sono fattori che richiedono una preparazione del prodotto prima di entrare nella camera di estrusione della pressa di pellettizzazione.
Le capacità di progettazione e i servizi di ingegnerizzazione del processo da parte dei tecnici ZEPI TECNOLOGIE è finalizzata proprio a massimizzare la resa produttiva dell'impianto, minimizzando tanto la complessità delle parti quanto l'onerosità degli investimenti e dei relativi costi di gestione.

QUALE È LA FORZA DEI PRODOTTI ZEPI TECNOLOGIE?

Le presse pellettatrici ZEPI TECNOLOGIE e le loro linee di produzione sono state concepite e disegnate sin dall'origine per la lavorazione di materiali duri. Vantiamo infatti una solida e cospicua esperienza nel settore della pellettizzazione del LEGNO, che costituisce un vantaggio progettuale per la trasformazione di tutti gli altri materiali più teneri.
I macchinari prodotti da ZEPI TECNOLOGIE sono infatti più robusti, verificati con software di calcolo e con alta precisione di assemblaggio, offrono quindi una elevata capacità di sopportazione a carichi e a sollecitazioni gravose, per una durata più lunga, riducendo al minimo le vibrazioni. Rispettano inoltre tutti i requisiti richiesti dalla normativa En-Plus.
Infine sono progettati per la massima resa energetica, con conseguente risparmio di mantenimento anche attraverso la capacità di veicolare, grazie alla loro robustezza e assenza di vibrazioni, tutta la forza kilowattrice del motore - senza inutili dispersioni - nei processi estrusivi e produttivi della molizione, pellettizzazione, etc.

QUALE TIPO DI SOLUZIONI OFFRE ZEPI TECNOLOGIE?

La ZEPI TECNOLOGIE è ampiamente conosciuta per la capacità di offrire soluzioni complete e chiavi in mano, che coprono:

- dalla fase di advising sul business plan e sulle condizioni del mercato;
- alla consulenza sugli aspetti commerciali più rilevanti;
- ai fattori critici di successo e ai principali aspetti finanziari;
- agli aspetti fiscali e/o legislativi connessi agli investimenti in nazioni straniere;
- all'implementazione e gestione dell'impianto;
- al successivo piano di manutenzione programmata.

Forniamo inoltre ricambistica e servizi post-vendita, sia per i nostri prodotti che per le diverse tipologie di macchinari presenti sul mercato, avvalendoci di squadre di tecnici preparati e disponibili ad interventi rapidi su tutto il territorio (Nazionale/Estero).

QUALI SONO I FATTORI DI SUCCESSO PER LA PELLETTIZZAZIONE DEL LEGNO?

I fattori che determinano il successo per l'implementazione di un impianto di pellettizzazione sono principalmente i medesimi che coinvolgono qualsiasi attività produttiva industriale.
Tra i tanti però vanno evidenziati quelli che più di tutti hanno un peso rilevante specifico per l'attività di trasformazione di materiali tramite pellettizzazione:

- La facilità e la sicurezza di continuità di approvvigionamento dei materiali da pellettizzare;
- La continuità di esercizio che viene garantita solo da impianti e macchinari sempre efficienti;  
- La capacità di raggiungimento (e in molti casi superamento) degli obiettivi di ammortamento degli investimenti, definiti sulla carta in sede di pianificazione;
- I costi di gestione e mantenimento , che incidono direttamente sulle marginalità di esercizio. 

Le soluzioni ZEPI TECNOLOGIE sono progettate per lavorare in continuo 24h/7gg al fine di massimizzare la produzione, minimizzare i costi di esercizio, abbattere al minimo il numero di fermo-macchina, garantendo il Cliente proprio sotto questi aspetti, lasciando quindi al Committente come unico fattore critico, non dipendente direttamente dai nostri macchinari, la facilità e la continuità di approvvigionamento del prodotto iniziale.

È SEMPRE NECESSARIA LA FASE DI ESSICAZIONE?

Per ottenere un prodotto pellettizzato a regola d'arte è fortemente consigliato che il livello di umidità in entrata in fase di estrusione si aggiri in linea di massima intorno ad un 10-14%**.
La fase di essicazione dell'acqua in eccesso, responsabile di diverse problematiche sul prodotto finale che affliggono il Cliente al dettaglio - a prescindere dal tipo di materiale - è uno degli elementi più onerosi dell'intero processo, e va quindi valutata bene in fase di pianificazione del progetto, poiché più lontano è il contenuto di umidità del prodotto iniziale da lavorare da tale dato (indicativo) e maggiore sarà l'incidenza della fase di essicazione sui costi finali del processo.

**(Dato meramente indicativo, dipendente dal prodotto da pellettizzare).

CHE DIMENSIONE DEVE AVERE IL LEGNO (O GLI ALTRI MATERIALI DURI) PER POTERE ESSERE LAVORATI DALLA...

Per ottenere un'estrusione di materiali duri è consigliato arrivare ad una granulometria molto fine, simile a quella di segatura, polveri grosse o materiali farinosi, prima di immettere il materiale nella pressa pellettatrice.
Come già specificato prima, più si è lontani da tali dimensioni con il materiale di partenza da processare, più sono necessari macchinari per la trasformare del prodotto iniziale, che dovrà arrivare ad un formato che per il legno è quello della segatura (asciutta).
Le capacità di progettazione e i servizi di ingegnerizzazione del processo da parte dei tecnici ZEPI TECNOLOGIE è finalizzata proprio ad ottenere un impianto tanto più avanzato tecnologicamente, quanto meno complesso strutturalmente e coinvolgente il minor numero possibile di parti, per ridurre l'onerosità sia a livello di investimenti che di successivi costi di gestione.

I VOSTRI IMPIANTI RICHIEDONO L'IMPIEGO DI MOLTA MANODOPERA?

Le soluzioni fornite da ZEPI TECNOLOGIE spaziano da soluzioni semi-automatizzate ad impianti ad automazione completa, che richiedono un intervento ridotto ai minimi termini da parte degli operatori.

Il numero degli operatori impiegati è ovviamente diretta conseguenza delle dimensioni e della complessità dell'impianto e del numero di turni di lavoro programmati per giornata lavorativa.

In aggiunta, su tutte le linee viene può essere fornito un servizio di TELESERVICE, che permette ad un operatore da remoto e in tempo reale sia il controllo che l'intervento tecnico su tutta la linea, sui parametri di lavoro, sugli allarmi, e su tutto lo storico dati dell'impianto.
Ciò permette di minimizzare la quantità di interventi e di ottimizzare le risorse necessarie alla gestione e al mantenimento dell'impianto.

QUALI SONO I VANTAGGI DELL'IMPIEGO DI UNA PRESSA PELLETTATRICE A DUE RULLI?

La soluzione regina adottata e mantenuta da ZEPI TECNOLOGIE per la funzione di estrusione delle proprie presse è quella a DUE RULLI che - rispetto a soluzioni con più rulli - offre i seguenti vantaggi:

- Minore complessità di costruzione, che corrisponde ad una maggiore solidità e robustezza delle parti;
- Minori ingombri interni, che si traducono in maggiore spazio per il materiale nella camera di estrusione;
- Minore resistenza al rotolamento interno, grazie alla possibilità di installare rulli di maggiori dimensioni;
- Minore numero di parti di ricambio, che semplifica le operazioni di intervento e riduce i tempi di fermo macchina;
- Minori costi di manutenzione, che risultano in un investimento più profittevole.

PERCHÉ È NECESSARIO IL RICORSO ALL'ACCIAIO INOX PER TUTTE LE PARTI A CONTATTO DEL PRODOTTO?

L'impiego della migliore qualità di acciaio INOX per tutte le parti di tutti i macchinari dell'impianto - che siano a diretto contatto con il pellet appena prodotto - è uno dei requisiti essenziali per una linea di produzione in grado di mantenere intatte tutte le caratteristiche organiche del pellet (valore aggiunto nella fase di vendita del pellet al dettaglio) e allo stesso tempo garantire una longevità produttiva molto estesa di tutto l'impianto (valore aggiunto per l'investimento del Cliente), minimizzando l'impatto corrosivo del vapore disperso dalla produzione.

ZEPI TECNOLOGIE ritiene importante differenziarsi da quei produttori sul mercato che utilizzano materiali non INOX per tale funzione:
- impiegare materiali non-INOX renderebbe molto più economica la produzione dei prodotti ZEPI TECNOLOGIE, ma ne comprometterebbe irrimediabilmente l'intrinseco livello di qualità, rendendo in seguito all'acquisto molto più costosa la gestione degli impianti da parte dei Clienti e più onerosa poi la loro manutenzione, poiché le parti a contatto con il pellet caldo andrebbero sostituite ogni paio di anni.

COSA DIFFERENZIA LA SERIE DELLE PRESSE PICCOLE DALLE PRESSE GRANDI?

Tutte le presse della serie ZPM condividono le seguenti caratteristiche principali, volte a garantire la massima qualità dei prodotti ZEPI TECNOLOGIE:

- Motore unico principale della pressa = per la massima resa energetica ed un consistente risparmio di energia elettrica rispetto alla soluzione a due motori;
- Gruppo di taglio a quattro coltelli multilama interamente realizzato in acciaio INOX = garanzia di taglio ottimale per pellet di legno, come richiesto da normativa En-Plus;
- Paranco a bordo macchina (optional con sistema azionato elettricamente) = permette la facile manutenzione e una semplice accessibilità al gruppo estrusore e alle parti d'usura;
- Asametro per l'acqua al condizionatore = consente la regolazione e il microdosaggio dell'acqua nel prodotto da pellettizzare;
- Centralina di ingrassaggio automatica = per lubrificazione sicura e controllata con monitoraggio del passaggio del grasso nei rulli e della sua adeguata quantità e presenza;
- Spina di sicurezza = per protezione da rottura rotore in caso di ingresso di corpi estranei e/o sovraccarico del gruppo estrusione;

Le due principali caratteristiche che differenziano le presse più grandi (a partire dalla ZPM 600 fino alla ZPM 1050) da quelle più piccole sono:

- Centralina di raffreddamento automatico dei rulli pressori (di serie) = favorisce una minore sollecitazione termica dei cuscinetti e il monitoraggio della temperatura di lavoro tramite specifiche sonde installate ad-hoc;
- Regolazione automatica della distanza dei rulli (optional) = produce il continuo aggiustamento micrometrico tra rulli e filiera a macchina in moto e senza necessità di intervento, per un utilizzo ottimale delle parti e un loro consumo corretto, duraturo ed omogeneo.

SI PUÒ PRODURRE PELLET DA QUALSIASI MATERIALE?

A livello teorico, la lista dei materiali che possono essere sottoposti al processo di pellettizzazione è piuttosto vasta. Negli anni, la nostra esperienza è andata costruendosi e consolidandosi intorno alle seguenti macro-tipologie:

- pellet da LEGNI DURI e/o TENERI (Pino, Abete, Larice, Faggio, Nocciolino, Tiglio, Castagno, Betulla etc.);
- pellet da FORAGGI (Paglie, Fieno, Erba Medica, Avena, Mais, Segale, Orzo, Frumento, Leguminose, etc.);
- pellet da MANGIMI (Con mix di Cereali, Crusche, Foraggi, Tuberi, Semi, Frutti, Melasse, Bietole, etc.);
- pellet da FERTILIZZANTI (Concimi, Compost, Pollina, Ammendanti, Correttivi, Ammendanti, etc.);
- pellet da RSU e materiali compositi (Residui Solidi Urbani, Polveri di Carbone, etc).

Tutti i suddetti materiali possono venire trasformati in pellet utilizzando i prodotti ZEPI TECNOLOGIE, con semplici modificazioni e minimi aggiustamenti dei nostri macchinari, per ottenere qualsiasi formulazione, con dosaggi specifici in base alle esigenze dei Clienti, e raggiungere il risultato più soddisfacente per le loro linee produttive.

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